Spot on funghi!
A caccia di tesori (col cappello)
La stagione è ufficialmente aperta: il bosco chiama. Il Gudrun vi dice cosa si può e cosa no, dove conviene cercare e con quali delizie vi conquisterà Martin in cucina.
Prime piogge, prima umidità. E il sottobosco fa quello che gli riesce meglio: sforna funghi. Piccoli, col cappello, mezzi nascosti tra muschio e aghi di larice. Chi cammina nei boschi intorno a Colle Isarco con gli occhi ben aperti lo sa già: è cominciata la caccia. Quella al tesoro per adulti, con il miglior finale che ci sia: la cena. Solo che, prima di lanciarvi tra gli alberi, c’è una cosa da sapere: qui in Alta Valle Isarco i funghi si raccolgono secondo regole ben precise.
Il Gudrun ve le riassume al volo, così poi partite tranquilli. Funghi solo nei giorni pari del mese, e solo tra le 7 e le 19, il bosco di notte tenetelo per i sogni. Un chilo a testa al giorno, non uno di più. Prima però un salto in Comune per il permesso (a pagamento) e il documento sempre in tasca. Poi la regola d’oro, quella che il Gudrun non si stanca mai di ripetere: cestino di vimini, mai il sacchetto di plastica. Le spore devono poter continuare il loro viaggio, altrimenti l’anno prossimo nel bosco resterete a mani vuote. E no: niente rastrelli, niente scavi, l’humus si lascia dov’è. Con i controlli della forestale non si scherza. E chi fa il furbo, paga salato.
E gli spot migliori? Ah, quelli non ve li dice nessuno. Nemmeno il Gudrun, che pure li conosce tutti. Un buon “nascondiglio da funghi” da queste parti è un segreto di famiglia, custodito meglio della ricetta dei canederli della nonna. Diciamo solo questo: se puntate i boschi di conifere delle valli laterali, Val di Fleres, Ridanna, Val di Vizze, partite col piede giusto. I porcini se ne stanno volentieri sotto abeti e larici; i finferli, loro, preferiscono le radure. Una cosa sola, la più importante: nel cestino ci va soltanto quello che riconoscete a colpo sicuro. Nel dubbio, il fungo resta dov’è, oppure fate tappa all’ispettorato micologico. Perché tra un fungo bello da vedere e un fungo che si può mangiare c’è una bella differenza.
Il vostro cestino è già pieno? Ora viene il bello: la cucina. Martin, chef e padrone di casa, di ricette con i funghi ne conosce a bizzeffe. Un risotto ai porcini bello cremoso, canederli ai finferli, un ragù saporito che sa di bosco e di casa. E ogni tanto, dal vecchio ricettario di Gudrun, salta fuori un piatto che non trovate scritto da nessun’altra parte. Arriva in tavola così com’è: sincero, senza fronzoli, esattamente quello che ci vuole dopo una giornata in mezzo agli alberi.
E dopo? Dopo si torna da Gudrun. Le gambe stanche filano dritte nell’area benessere, il profumo di muschio ancora addosso, e fuori il Tribulaun che si accende di rosa, bello come sempre. Vi lasciate andare, sorridete. Il bottino è al sicuro, la pancia è piena. E quel posticino nel bosco? Resta un segreto. Il vostro.




